Cocktail e aperitivi
Nei bar più alla moda si ricreano atmosfere d'altri tempi, con divani bassi,
luci soffuse, musica tenue di sottofondo, spesso accompagnata dalle note di un pianoforte.
Sembrano rivivere i gloriosi anni Cinquanta e Sessanta, quelli immortalati nelle pellicole in bianco e
nero dei registi più celebri, dove i cocktail rappresentavano il momento clou della trama
e i drink non mancavano mai nella mano dei protagonisti, ripresi in un angolo bar
generalmente affollatissimo e fumoso. Un vero e proprio clichè, che ha segnato una delle epoche d'oro della cinematografia.
Ora, come un tempo, i camerieri incedono silenziosi tra i tavoli, mentre il barman, con abilità da giocoliere
scuote lo shaker sopra la spalla, catalizzando l'attenzione dei clienti e dando loro l'impressione di assistere alle alchimie di un mago.
E il bicchiere, con la sua miscela misteriosa, con i suoi colori ora pallidi, ora intensi e vivaci, diventa
protagonista di una coreografia raffinata.
Dopo tutto, questa bevanda miscelata con arte non va sorbita distrattamente in un pub come la birra,
ma assaporata con attenzione per percepire l'armonia degli ingredienti, gustarne i contrasti, ammirarne la coreografia.
Quella del barman, infatti, è un arte che richiede studio e passione, grande precisione, ma soprattutto un raffinato senso del gusto,
creatività e abilità, fusi in un'alchimia di sapori e colori dai risultati veramente diversi; ha esigenze precise, a partire dal bicchiere
per arrivare alla decorazione finale. Ed è sempre il barman, vero e proprio demiurgo, a decretarne il carattere e
l'effetto.